Cessione di Unica Azienda Plusvalenza <>

FAQ - OPERAZIONI STRAORDINARIE E VALUTAZIONI DAZIENDA

Una impresa familare in contabilità semplificata con un solo collaboratore in ersercizio da più di cinque anni cede l'intera sua azienda di commercio. La plusvalenza di avviamento (sia per titolare che collaboratore) è soggetta anche al pagamento Inps/Ivs nell'anno in cui si dichiara appunto la plusvalenza o è eclusa in quanto non è reddito di lavoro? Visto che la ditta, dopo la cessione dell'intera azienda, sarà chiusa definitivamente, le rate della plusvalenza per i quattro anni successivi andranno dichiarate dal solo titolare o anche dal collaboratore e, se si, in quale quadro di Unico? ai fini Irap, questa plusvalenza è tassabile?

Se si tratta di plusvalenza connessa a reddito di impresa o di partecipazione, va soggetta a contribuzione nella gestione previdenziale dei lavoratori autonomi Inps (commercianti o artigiani). La plusvalenza derivante dalla cessione dell'unica azienda con conseguente chiusura dell'attività non può essere rateizzata vista la cessazione dello status di impreditore del titolare dell'impresa familiare. Tale plusvalenza concorre alla formazione del reddito di impresa e potrà essere assoggettata a tassazione separata ai sensi dell'articolo 17, comma 1 lettera g) del Tuir in quanto l'azienda è stata posseduta da più di cinque anni. In quest'ultimo caso la plusvalenza va indicata nel quadro RM del modello Unico persone fisiche; altrimenti, nel caso di tassazione ordinaria, nel quadro RG in quanto impresa in regime di contabilità semplificata. In merito alla tassazione delle somme indicate dal lettore, si veda la risoluzione 28 aprile 2008, n. 176/ E, che ha escluso la natura reddituale delle somme attribuite al collaboratore con conseguente indeducibilità per il titolare dell'impresa familiare. La plusvalenza derivante dalla cessione d'azienda è esclusa dall'Irap (circolare 26 maggio 2009, n.27/E).